Mimmo Sancineto




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L'artista Mimmo Sancineto








Per aspera ad astra è stato il motto col quale qualche anno fa ho chiuso la mia dedica a Mimmo, che pubblicava il suo catalogo per il Trentennale della Galleria d’arte Il Coscile: è proprio questo infatti il leit motiv che lo ha sempre accompagnato e sostenuto in ogni suo progetto e quindi anche nella sua vita di artista, di pittore, di scultore e, prima di tutto, ovviamente, di uomo.
Molte sono le recensioni di validi e affermati critici d’arte inserite in questa monografia e tanti i riconoscimenti alle capacità di un artista che, fin dai suoi esordi, ha puntato sempre su un percorso in salita, consapevole dei mille ostacoli che avrebbe incontrato, ma con un gran desiderio, non di sfondare –non era questo il suo obiettivo- ma di far emergere ciò che dentro gli urgeva, di esprimersi e di comunicare nel senso più ampio della parola.
Il Mimmo ventenne ha avuto, ma anche quello sessantenne ha, un gran desiderio di dar forma alle sue emozioni, non copiando la realtà, semmai trasfigurandola o lasciandosi piuttosto attraversare da essa. Le sue sculture ed i suoi quadri, fin dalle prime prove espressive, hanno sempre fortemente rivelato questo sforzo, che definirei michelangiolesco se fossi sicura di non essere accusata di blasfemia, di tradurre in forme e in effetti cromatici e di luci e di ombre sensazioni e sentimenti.
Riservato, ma non timido, anzi agli occhi di molti un gran chiacchierone, Mimmo utilizza pittura e scultura come forme di linguaggio privilegiate per esprimersi. E’, come molti artisti, alla continua ricerca, per cui cambiano le forme, cambiano i colori e le tecniche, cambia anche il materiale di supporto dei i suoi quadri, e cambia lui dentro come del resto la realtà esterna, che gli fornisce sempre nuove sollecitazioni.
Aristotele, nella Poetica, riconosceva come fondamentale la funzione dell’arte in quanto capace di suscitare emozioni catartiche; ut pictura poesis sosteneva invece Orazio nella sua Ars poetica riconoscendo nelle pittura e nella poesia simili leggi.
Non è proprio così facile la vita di un artista; personalmente, se da un lato riesco a scorgerne l’aspetto gioioso ed esaltante, proprio di chi si sente “al centro dell’universo”, eternamente “sul palcoscenico” ad accogliere gli applausi o lo scontento del pubblico, da un altro non posso non considerare che la sensibilità porta con sé la sofferenza e il dolore.
Scolpire un “cristo” o rappresentare anche una natura morta o un paesaggio implica un pathos, che è, si, gioia della creazione, ma è pure tormento.
Ma tutto questo è parte integrante della vita di Mimmo, sempre teso alla realizzazione del “bello” e di quella ”armonia” che è prima di tutto dentro di lui e che si traduce in una quotidiana semplicità attraverso la quale si percepisce il respiro della vita.
Isa