Editrice


Adriana De Gaudio
"Ritratti in Bianco e Nero"
nota di Isa Laudadio

Dotata di una spiccata attitudine a “sentire” i sentimenti e gli stati d’animo degli altri, Adriana De Gaudio caratterizza i personaggi protagonisti dei suoi Ritratti in bianco e nero con un’abilità simile a quella dell’artista che dipinge o scolpisce oggetti preziosi. Raffinati e delicati sono così questi suoi cammei che rappresentano tipi umani diversi, prodotti tutti di una società piccolo-borghese e provinciale che, pur nell’apparente modernità, cela ancora ostinati pregiudizi e residui di arretratezza e di contraddizioni.

Se da una parte c’è Francesco che canta Dio e la natura con tutte le creature, dall’altra c’è Guglielmina che, mentre sa gioire delle piccole cose, invoca i Santi e crede nel malocchio. Poi c’è Salvatore dallo sguardo di fanciullo incantato, perennemente in bilico tra realtà e sogno; Irene, tenace e intelligente, vessillifera dei problemi sociali; Daniela con il suo amore impossibile, proibito e disperato; Federico, novello Ulisse alla ricerca della conoscenza, concreto e con i piedi ben saldi sulla terra.

Insomma una galleria di personaggi e di umanità tormentata, di sentimenti elevati e di bassezze, che la De Gaudio tratteggia con tocco leggero in queste poesie che si discostano dalle altre delle precedenti raccolte proprio per il loro “paradossale” legame con la realtà, molto meno metaforizzata e trasfigurata se non nell’identità dei protagonisti. Una realtà osservata con lucido distacco ma anche con la convinzione che in ciascun essere umano è possibile scorgere bagliori di luce pur tra le tenebre dell’e/orrore, del dolore e della incapacità di amare.

Non servono dunque rime per questa poesia che diventa ed è racconto, un racconto in versi liberi, che avvincono ed incantano per la profondità dei temi trattati e per le problematiche e gli interrogativi che da essi scaturiscono. Serve solo “ascoltare”.